Aggiornamento del 03/09/2026 - Aggiunte due nuove testimonianze "Charlotte Collyer e Daisy Minahan"

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di Riccardo Rosi

Da Southampton a Cherbourg

Da Southampton a Cherbourg — Il Viaggio Inaugurale del Titanic
Il Viaggio Inaugurale del Titanic

Da Southampton a Cherbourg

Mercoledì 10 aprile 1912, ore 12:00 – 20:10

84
Miglia nautiche
~6h
Durata traversata
274
Passeggeri imbarcati
24
Passeggeri sbarcati

Il giorno della partenza

Mercoledì 10 aprile 1912: le ultime ore prima che il più grande transatlantico del mondo salpasse per il suo viaggio inaugurale.

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Ore 06:00
Arrivo di Thomas Andrews e del gruppo di garanzia
Thomas Andrews, direttore del reparto progettazione della Harland & Wolff e progettista capo del Titanic, arriva a bordo molto presto quella mattina insieme ai nove membri del gruppo di garanzia.
Il segretario di Andrews, Thompson Hamilton, descrisse il ritmo di lavoro del suo superiore nei giorni a Southampton: “Non restava mai inattivo un solo momento. Generalmente lasciava il suo albergo verso le 8:30 per gli uffici, dove sbrigava la corrispondenza, poi saliva a bordo fino alle 18:30. Durante il giorno metteva personalmente a posto oggetti come portariviste, tavoli, sedie, scale delle cuccette, ventilatori elettrici, dicendo che non poteva essere soddisfatto se non vedeva ogni cosa al suo posto.” La sera precedente aveva scritto alla moglie: “Il Titanic è ormai quasi completo e credo farà onore alla vecchia ditta domani quando salperemo.” Tutti i nove membri del gruppo di garanzia periranno nel naufragio.
Ore 07:30
Arrivo del Capitano Smith
Il Capitano Edward John Smith sale a bordo del Titanic all’Ormeggio 44 del White Star Dock. Gli ufficiali hanno trascorso la notte sulla nave. Smith riceve il rapporto di navigazione dal Primo Ufficiale Wilde.
Smith, 62 anni, era il capitano più anziano e prestigioso della White Star Line, in servizio dal 1880 e comandante dal 1887. In quanto Commodoro della compagnia, era stato destinato al comando del Titanic e risultava il capitano di nave meglio pagato al mondo nel 1912.
Ore 08:00
Appello dell’equipaggio e esercitazione con le scialuppe
L’intero equipaggio viene radunato per l’appello del Board of Trade, seguito da una breve esercitazione con le scialuppe di salvataggio.
L’esercitazione coinvolse soltanto due scialuppe, la n. 11 e la n. 15 a tribordo, dato che il lato di babordo era addossato alla banchina. Il Quinto Ufficiale Harold Lowe e il Sesto Ufficiale James Moody furono incaricati di supervisionare la prova. Le due scialuppe vennero calate in mare con a bordo un numero ridotto di marinai, fatte navigare brevemente e poi issate nuovamente. Fu l’unica esercitazione con le scialuppe mai effettuata sul Titanic. Questo test estremamente sommario era tutto ciò che la normativa del Board of Trade richiedeva, nonostante la nave disponesse di 20 scialuppe. L’ispettore Maurice Clarke, Assistant Emigration Officer, assistette alla prova e firmò il nulla osta, ma non rilevò (o non segnalò) l’incendio nel deposito di carbone in corso nella sala caldaie n. 6.
Ore 09:30
Arrivo di J. Bruce Ismay e dei treni speciali
J. Bruce Ismay, presidente e direttore della White Star Line, arriva a bordo verso le 09:30 accompagnato dalla moglie Julia e tre dei figli, che non avrebbero viaggiato ma erano saliti solo per visitare la nave. Contemporaneamente, i treni della London and South Western Railway arrivano dalla stazione di Waterloo con i passeggeri di seconda e terza classe.
Ismay era accompagnato dal suo valletto e dal segretario personale, che avrebbero viaggiato con lui. La stazione ferroviaria si trovava direttamente sulla banchina, accanto al punto di ormeggio del Titanic. I passeggeri di terza classe dovettero imbarcarsi per primi e furono sottoposti a controlli sanitari, in particolare per il tracoma, poiché la legge statunitense sull’immigrazione imponeva che chiunque ne fosse affetto venisse respinto. La White Star Line era responsabile del rimpatrio dei passeggeri respinti. Almeno una persona fu rifiutata all’imbarco. I passeggeri di prima e seconda classe vennero scortati nelle loro cabine da steward dedicati. Il Capitano Smith salutò personalmente i passeggeri di prima classe. Oltre la metà dei passeggeri di terza classe non parlava inglese come lingua madre.
Ore 09:30 – 11:30
Imbarco dei passeggeri
920 passeggeri salgono a bordo a Southampton attraverso ingressi separati per classe: 179 in prima classe, 247 in seconda classe e 494 in terza classe. L’equipaggio comprende circa 885 membri.
Ore 11:30
Arrivo del treno di prima classe
Il treno speciale di prima classe arriva dalla stazione di Waterloo. I visitatori cominciano a lasciare la nave al richiamo “All ashore that’s going ashore!”.
Ore 12:00 – 12:06
Partenza del Titanic
Con l’orchestra di bordo che suona sul ponte e una folla radunata sulle banchine, le due eliche esterne cominciano a girare. A bordo si trovano circa 1.842 persone.
Sei rimorchiatori assistono la manovra: Vulcan, Ajax, Hercules, Neptune, Albert Edward e Hector, sotto la supervisione del pilota portuale George Bowyer. Il Primo Ufficiale Henry Wilde e il Secondo Ufficiale Charles Lightoller supervisionano il rilascio degli ormeggi a prua, mentre il Primo Ufficiale William Murdoch e il Terzo Ufficiale Herbert Pitman si occupano della poppa. Il Sesto Ufficiale James Moody controlla l’ultimo portellone aperto sul Ponte E.
179
Prima classe
247
Seconda classe
494
Terza classe
~885
Equipaggio
Le provviste caricate a bordo
Per un viaggio previsto di sette giorni e circa 2.200 persone a bordo, le provviste alimentari imbarcate nei giorni precedenti la partenza comprendevano quantità impressionanti.

Carni e pesce: 34.000 kg di carne fresca, 11.340 kg di pollame, 4.990 kg di pesce fresco, 3.400 kg di prosciutto e bacon, 2.500 kg di salsicce, 1.814 kg di pesce salato e secco.

Frutta e verdura: 40 tonnellate di patate, 36.000 mele, 36.000 arance, 16.000 limoni, 13.000 pompelmi, 7.000 cespi di lattuga, 1.588 kg di pomodori, 1.588 kg di cipolle, 1.021 kg di piselli freschi, 800 mazzi di asparagi, 454 kg di uva.

Latticini e uova: 40.000 uova fresche, 5.678 litri di latte fresco, 2.722 kg di burro fresco, 1.136 litri di panna fresca, 2.268 litri di latte condensato.

Dispensa: 250 barili di farina, 4.536 kg di cereali, 4.536 kg di zucchero, 4.536 kg di riso e fagioli secchi, 1.000 forme di pane al giorno, 998 kg di caffè, 508 kg di marmellata, 363 kg di tè.

Bevande: 15.000 bottiglie di birra, 12.000 bottiglie di acqua minerale, 1.500 bottiglie di vino, 850 bottiglie di liquori.

Carico e combustibile: 560 tonnellate di merci in 11.524 singoli colli, 5.892 tonnellate di carbone.

La partenza e l’incendio

Mezzogiorno, 10 aprile: il Titanic lascia l’Ormeggio 44 per la prima e ultima volta.

L’incendio nel deposito di carbone
Un incendio covava in un deposito di carbone situato tra le sale caldaie n. 6 e n. 5, probabilmente iniziato già durante le prove in mare a Belfast il 2 aprile. Si trattava di una combustione spontanea del carbone, fenomeno non raro sulle navi a vapore dell’epoca. Dopo la partenza da Southampton, una squadra di 8–10 fuochisti guidata dal fuochista capo Frederick Barrett ricevette l’ordine di svuotare il deposito il più rapidamente possibile. L’operazione richiese fino a sabato 13 aprile per essere completata. Barrett testimonierà in seguito che la paratia stagna adiacente risultava visibilmente deformata dal calore: la parte inferiore era piegata verso poppa e la parte superiore verso prua. Il fuochista Charles Hendrickson, con cinque anni di servizio nella White Star, dichiarò di non aver mai visto un incendio in un deposito di carbone prima di allora.

Gli storici moderni concordano tuttavia sul fatto che l’incendio fu un incidente di routine che non ebbe effetti diretti sull’affondamento. L’architetto navale Edward Wilding, uno dei progettisti del Titanic, dichiarò durante l’inchiesta britannica che il fuoco avrebbe dovuto essere molto più grave di quanto descritto per compromettere le proprietà stagne della paratia. Analisi ingegneristiche successive hanno confermato che la deformazione termica non fu sufficiente a causare il cedimento strutturale della paratia.

L’incidente della New York

Il primo presagio del viaggio inaugurale.

Mancata collisione con la SS New York
Mentre il Titanic procedeva nel Southampton Water a circa 6 nodi, passò a babordo delle navi Oceanic (White Star Line) e New York (American Line), ormeggiate insieme all’Ormeggio 39. Entrambe erano ferme a causa dello sciopero del carbone e non avevano vapore.

L’enorme dislocamento del Titanic e la potenza delle sue eliche crearono un effetto di risucchio devastante. Le acque tra le navi si abbassarono bruscamente, causando prima un sollevamento e poi un improvviso abbassamento della New York. I sei cavi d’ormeggio della New York cedettero uno dopo l’altro con rumori descritti dai testimoni come “colpi di rivoltella”. La nave cominciò a ruotare e a scivolare di poppa verso il Titanic, mentre l’Oceanic sbandò violentemente e la sua passerella cadde in acqua.

La situazione fu salvata da una serie di interventi rapidi e coordinati. Il Capitano Gale del rimorchiatore Vulcan, che si trovava a babordo del Titanic per recuperare del personale in eccesso, lanciò immediatamente un cavo alla New York e, a tutta forza, riuscì a rallentarne la deriva. Contemporaneamente, il Terzo Ufficiale Herbert Pitman, dal ponte di poppa, allertò il ponte di comando con il megafono. Il Capitano Smith ordinò la retromarcia della sola elica di babordo, e l’onda generata dall’inversione contribuì a respingere la New York. Un secondo rimorchiatore intervenne in supporto al Vulcan.

Le due navi si avvicinarono fino a una distanza di circa 1,2 metri (4 piedi). La New York fu poi rimorchiata tra l’Oceanic e il Titanic e fissata in sicurezza sul lato orientale dei moli. L’incidente causò un ritardo di circa un’ora, con la navigazione che riprese verso le 13:00.

Il Capitano Gale commenterà: “È difficile capire cosa sia realmente accaduto, ma è stato un momento critico. Solo una volta su cento tre navi passeggeri sfuggono a una situazione così pericolosa senza subire danni.”
Un precedente inquietante
L’incidente ricordava quanto accaduto alla gemella Olympic nel settembre 1911, quando l’incrociatore HMS Hawke fu attratto dall’effetto di risucchio e la colpì. In quell’occasione il pilota portuale era lo stesso George Bowyer. L’incidente dimostrò che le navi della classe Olympic, con le loro dimensioni senza precedenti, richiedevano un approccio alla navigazione portuale completamente nuovo, che nessuno aveva ancora pienamente compreso.

La traversata della Manica

84 miglia nautiche attraverso il Canale della Manica, da Southampton a Cherbourg.

Dopo aver superato il pilota portuale al battello-faro Nab, al largo dell’Isola di Wight, il Titanic fece una breve sosta perché il rimorchiatore Vulcan, ancora a babordo, recuperasse il personale in eccesso. Questo, unito al ritardo causato dall’incidente con la New York, contribuì al ritardato arrivo a Cherbourg.

La nave procedette lungo la costa meridionale dell’Isola di Wight prima di puntare verso sud attraverso il Canale della Manica in direzione della Francia. Il tempo era ventoso, freddo e coperto. Mentre i passeggeri esploravano per la prima volta la loro nuova “casa galleggiante”, ammirando i sontuosi interni, il Titanic accelerò gradualmente. Alcuni lavori interni erano ancora in corso: alcune zone della nave erano prive di riscaldamento, mentre altre erano troppo calde. Il gruppo di garanzia della Harland & Wolff, guidato da Thomas Andrews, lavorò incessantemente per risolvere ogni problema.

Rotta del Titanic
Southampton
Cherbourg
Isola di Wight
Distanza
84 miglia nautiche (circa 155 km) separavano Southampton da Cherbourg, attraversando il Canale della Manica in direzione sud-est.
Tempistica
Partenza effettiva ore ~13:00 (dopo il ritardo). Arrivo a Cherbourg intorno alle 18:35, con un ritardo di circa 90 minuti rispetto al previsto.
🌂
Condizioni meteo
Tempo ventoso, freddo e nuvoloso durante la traversata della Manica. Mare agitato, che causò problemi ai passeggeri in attesa sui tender a Cherbourg.

Sosta a Cherbourg

Mercoledì 10 aprile, ore 18:35: il Titanic getta l’ancora al largo del porto francese.

Il porto di Cherbourg era troppo piccolo per accogliere le navi della classe Olympic. Il Titanic dovette ancorare al largo, oltre la diga foranea, nel porto esterno. La scena era spettacolare: la nave si presentò completamente illuminata, con le luci che si riflettevano sulle acque della rada.

I tender Nomadic e Traffic
Due navi appoggio, costruite anch’esse dalla Harland & Wolff su progetto di Thomas Andrews, attendevano nel porto interno: la SS Nomadic, destinata ai passeggeri di prima e seconda classe, e la SS Traffic, per la terza classe e la posta. La Nomadic era esattamente un quarto delle dimensioni del Titanic e presentava finiture interne ispirate a quelle della nave madre, per offrire ai passeggeri un primo assaggio del lusso che li attendeva.

Il treno speciale New York Express da Parigi era arrivato a Cherbourg verso le 17:00, circa 90 minuti prima che i passeggeri potessero essere trasferiti al Titanic in ritardo. Il Nomadic, avvisato via telegramma dall’operatore radio del Titanic Jack Phillips, salpò dal porto interno con 142 passeggeri di prima classe e 30 di seconda classe, oltre al bagaglio. Il Traffic trasportò 102 passeggeri di terza classe insieme alla posta per Queenstown e New York. Il tragitto dal porto al Titanic durò circa mezz’ora in condizioni di mare agitato. Una donna cadde e si storse una caviglia durante il trasferimento sulla passerella oscillante tra il Nomadic e il Ponte E del Titanic, mentre diversi uomini dovettero tenere ferma la passerella.
142
I classe imbarcati
30
II classe imbarcati
102
III classe imbarcati
24
Sbarcati

Dei 24 passeggeri che sbarcarono a Cherbourg, 15 erano di prima classe e 9 di seconda. Avevano completato la traversata della Manica e la loro destinazione era il continente europeo. Il Titanic imbarcò anche prodotti francesi di lusso trasferiti a bordo: vino, champagne, formaggi e rifornimenti alimentari destinati ai ristoranti di bordo.

Una babele di nazioni
Dei 274 passeggeri imbarcati a Cherbourg, solo 21 erano francesi. Gli altri provenivano da una dozzina di Paesi diversi: Stati Uniti, Inghilterra, Belgio, Canada, Croazia, Grecia, Italia, Libano, Polonia, Russia, Siria e Uruguay. Molti dei passeggeri più ricchi e celebri del Titanic salirono a bordo proprio a Cherbourg, avendo raggiunto il porto dal continente.

Alle 20:10, dopo circa un’ora e mezza di sosta, il Titanic levò l’ancora e riprese la navigazione verso il Canale della Manica per raggiungere Queenstown (l’odierna Cobh), in Irlanda. La velocità risalì rapidamente fino a quasi 21 nodi, nel tentativo di recuperare il tempo perduto.

I Tender: Nomadic e Traffic

Le due navi appoggio costruite su misura per servire i transatlantici della classe Olympic a Cherbourg.

Progettate da Thomas Andrews e costruite dalla Harland & Wolff sullo scalo n. 1 di Belfast, accanto agli scali 2 e 3 dove sorgevano Olympic e Titanic, la Nomadic (cantiere n. 422) e la Traffic (cantiere n. 423) furono varate rispettivamente il 25 e il 27 aprile 1911. Consegnate il 27 maggio, raggiunsero Cherbourg il 3 giugno 1911 per iniziare il loro servizio. La Nomadic è oggi l’unica nave superstite della White Star Line, conservata nel Hamilton Dock a Belfast.

Caratteristica SS Nomadic SS Traffic
Numero cantiere422423
Varo25 aprile 191127 aprile 1911
Consegna27 maggio 191127 maggio 1911
Lunghezza f.t.67,2 m (220 ft 7 in)53,3 m (175 ft)
Larghezza11,3 m (37 ft 1 in)10,7 m (35 ft)
Profondità3,8 m (12 ft 6 in)n.d.
Stazza lorda1.273 GRT675 GRT
Propulsione2 motori compound a vapore2 motori compound a vapore
Caldaie2 caldaie a carbone2 caldaie a carbone
Eliche2 eliche tripala (2,1 m ø)2 eliche
Velocità12 nodi12 nodi
Capacità passeggeri~1.000 (I e II classe)~1.000 (III classe)
Ponti42
Ciminiere11
CompitiPasseggeri I e II classe, bagagliPasseggeri III classe, posta, merci
BandieraFrancia (equipaggio francese)Francia (equipaggio francese)
DestinoConservata a Belfast dal 2013Affondata a Cherbourg (1940), demolita

Passeggeri celebri imbarcati a Cherbourg

Molti dei personaggi più noti del viaggio inaugurale salirono a bordo tramite il Nomadic.

John Jacob Astor IV
Prima classe
Milionario americano, imprenditore immobiliare e inventore. Viaggiava con la sua seconda moglie Madeleine, di 18 anni, incinta di cinque mesi. La coppia rientrava da un lungo viaggio in Europa e in Egitto intrapreso per sfuggire allo scandalo del divorzio e del secondo matrimonio di Astor.
Deceduto
Madeleine Astor
Prima classe
Seconda moglie di John Jacob Astor, 18 anni. Fu messa in salvo sulla scialuppa n. 4. Diede alla luce il figlio Jaques quattro mesi dopo il naufragio.
Sopravvissuta
Benjamin Guggenheim
Prima classe
Magnate minerario americano. Viaggiava con il suo valletto Victor Giglio e la sua amante, la cantante francese Léontine Aubart. Dopo aver assicurato un posto in scialuppa alla Aubart, tornò in cabina, si cambiò in abito da sera e dichiarò: “Ci siamo vestiti del nostro meglio e siamo pronti ad affondare come gentiluomini.”
Deceduto
Margaret “Molly” Brown
Prima classe
Filantropa e attivista americana, il cui marito aveva fatto fortuna nelle miniere d’oro del Colorado. Amica degli Astor, li aveva incontrati nuovamente in Egitto poco prima del viaggio. Prenotò il suo biglietto (n. PC 17610, al costo di 27 sterline, 14 scellini e 5 pence) solo il pomeriggio del 9 aprile, dopo aver saputo che il nipotino era malato. Sopravvisse sulla scialuppa n. 6, dove tentò invano di convincere il timoniere Hichens a tornare indietro per raccogliere i naufraghi. Divenne celebre come “l’inaffondabile Molly Brown”.
Sopravvissuta
Sir Cosmo Duff-Gordon
Prima classe
Nobiluomo scozzese, quinto baronetto. Si salvò sulla scialuppa n. 1, che conteneva solo 12 persone su una capacità di 40. Fu accusato di aver corrotto i marinai per non tornare a raccogliere i naufraghi.
Sopravvissuto
Lady Lucy Duff-Gordon
Prima classe
Stilista di fama internazionale, nota con il nome di “Lucile”. Pioniera delle sfilate di moda moderne. Si salvò sulla stessa scialuppa del marito.
Sopravvissuta
Dorothy Gibson
Prima classe
Attrice e cantante americana, in vacanza in Europa con la madre. Si salvò sulla scialuppa n. 7, la prima a essere calata. Solo un mese dopo il naufragio interpretò sé stessa nel film “Saved from the Titanic”, indossando lo stesso cardigan che aveva la notte del disastro.
Sopravvissuta

Fonti: Encyclopedia Titanica: “The New York Incident”, “Frederick Barrett”, “Titanic’s Voyage from Belfast to Southampton”, “Molly Brown: Mystery Unravelled”, “Fire Down Below”. Tim Maltin: “Titanic was on fire when she left Southampton”. Titanicfacts.net: “Titanic Maiden Voyage”. Titanic Belfast: “The Cherbourg Connection”. Titanic Connections: “Voyage”. The History Press: “Titanic’s maiden departure from Southampton”. Britannica: “Titanic Maiden Voyage”. J. Milford: “The Titanic Coal Bunker Fire”. Southampton Titanic Legend. National Historic Ships: “SS Nomadic”. White Star History: “SS Traffic”.

Southampton, partenza e arrivo a Cherbourg

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