Aggiornamento del 03/09/2026 - Aggiunte due nuove testimonianze "Charlotte Collyer e Daisy Minahan"

CuriosiTanic

di Riccardo Rosi

Sala di Lettura e Scrittura

Sala di Lettura e Scrittura

Lounge di Prima Classe

Lounge di Prima Classe

Veranda Cafè di Babordo (Fumatori)

Veranda Cafè di Babordo (Fumatori)

Grande Scalinata di Prua

Grande Scalinata di Prua

Grande Scalinata di Poppa

Grande Scalinata di Poppa

Veranda Cafè di Tribordo (Non Fumatori)

Veranda Cafè di Tribordo (Non Fumatori)

Scalinata di Seconda Classe

Scalinata di Seconda Classe

Sala Fumatori di Prima Classe

Sala Fumatori di Prima Classe

Cabina A 36 di Thomas Andrews

Cabina A 36 di Thomas Andrews

Cabina A 37 di Padre Brown

Cabina A 37 di Padre Brown

Ponte A (Promenade Deck)

Il Ponte A del Titanic

Il Ponte A, conosciuto anche come Ponte Promenade (Passeggiata) , si sviluppava per circa 166 metri lungo tutta la sovrastruttura della nave. Era riservato esclusivamente ai passeggeri di Prima Classe, che potevano passeggiare all’aperto senza dover salire fino al Ponte Lance.

Per quasi tutta la sua lunghezza il ponte era aperto lateralmente, con parapetti sormontati da un corrimano in teak; nella metà prodiera, però, era chiuso da vetrate per riparare meglio da vento e spruzzi. Superiormente era coperto quasi ovunque, tranne nella sezione più poppiera, che si apriva all’aria libera. Dietro la passeggiata esterna si estendeva una lunga sovrastruttura che racchiudeva cabine e alcuni dei principali ambienti pubblici di Prima Classe. Le grandi finestre disposte a campate illuminavano abbondantemente gli interni. Lungo i lati del ponte venivano sistemate quasi tutte le sedie a sdraio di Prima Classe, addossate alle paratie esterne degli ambienti interni. Quattro rientranze lungo il percorso offrivano zone più riparate, dove le sedie potevano essere disposte anche su tre file. Altri posti erano ricavati anche verso poppa.

Zona esterna del ponte

Il ponte era rivestito con tavole di pino giallo larghe circa 18 centimetri. A poppa del rivestimento del fumaiolo n. 3 si trovava la dispensa del Salone e del ponte, utile per servire i passeggeri all’aperto. Vi si accedeva da porte poste nelle rientranze dietro il fumaiolo. In questa stessa zona si trovavano anche tre guardaroba, due sul lato di dritta e uno su quello di sinistra. Quello sul lato sinistro è indicato chiaramente nei piani originali; uno dei locali sul lato di dritta, in alcuni disegni preliminari dell’Olympic, compare invece come camera oscura per fotografi, ma non esiste documentazione certa che confermi la sua effettiva presenza in servizio.

Protezioni contro il maltempo

Sui due lati della nave, il tratto prodiero del ponte sotto il gruppo anteriore delle lance e per circa 60 metri verso poppa, era protetto da schermature in acciaio con finestre scorrevoli verticali di circa 90 x 70 cm. La chiusura di questa sezione del Ponte A serviva anche a compensare l’eliminazione della promenade chiusa del Ponte B, sacrificata per fare spazio a nuove cabine di Prima Classe. Le sezioni chiuse terminavano a prua con una paratia trasversale di protezione, provvista di porta e finestra. Davanti a queste paratie, su entrambi i lati, si trovavano scale di servizio dell’equipaggio che collegavano il Ponte A con la passeggiata degli ufficiali sul ponte Lance e con il ponte B sottostante.  Nelle sezioni aperte del ponte, a poppa delle vetrate, era possibile fissare schermi di tela ai cavi di sostegno lungo il parapetto e il cielo del ponte. In alternativa, la tela poteva coprire solo la metà superiore dell’apertura. Fotografie scattate a Queenstown mostrano questi schermi montati, probabilmente per attenuare il riverbero del sole mattutino sulle finestre del Salone.

Sedie a sdraio e numerazione dei posti

Sul soffitto del ponte erano fissati listelli di legno con targhette numerate che indicavano i posti riservabili per le sedie a sdraio. I passeggeri potevano prenotare una posizione per tutto il viaggio dietro pagamento di una piccola somma. Le posizioni numerate erano in tutto 614:

  • 288 sul lato sinistro
  • 326 sul lato di dritta

La differenza dipendeva dalla maggiore ampiezza di una rientranza sul lato di dritta. Le postazioni di sinistra erano numerate con numeri pari da 2 a 576; quelle di dritta con numeri dispari da 1 a 653. Per superstizione, il numero 13 non veniva usato.

Zona poppiera scoperta

A poppa della sovrastruttura, collocate due gru elettriche da carico da 30 cwt, (Il termine cwt (abbreviazione di hundredweight) indica un’unità di misura di peso del sistema imperiale britannico. Nella versione utilizzata nel contesto navale inglese, 1 cwt corrisponde a 112 libbre, ovvero circa 50,8 kg. Ad esempio, una gru da 30 cwt ha una capacità di sollevamento di circa 1.520 kg) una per lato, destinate al servizio dei portelli n. 4 del Ponte B.

Più indietro, il ponte si restringeva in tre gradini successivi fino a una sezione larga circa 6 metri e lunga 8, che si estendeva sopra l’ingresso poppiero di Seconda Classe del Ponte B. In questo punto attraversava il ponte l’albero di poppa. Con tempo caldo si poteva tendere una copertura in tela tra l’albero e il margine poppiero del ponte lance.

Sistemazioni di Prima Classe

Le cabine prodiere di Prima Classe sul Ponte A erano rivestite con semplici pannelli bianchi smaltati e pavimenti in moquette. La maggior parte era costituita da cabine singole, anche se alcune potevano ospitare fino a tre persone. Erano ambienti relativamente semplici ma molto confortevoli. Lady Duff-Gordon, che occupava la cabina A20, ricordò con piacere la sua cabina con stufa elettrica e tende rosa. Le cabine A1 e A2 erano le più piccole del ponte. Ognuna aveva un letto in ottone smaltato bianco largo circa 80 cm, un portabagagli in mogano,un mobile lavabo con piano in marmo, armadietto a specchio, armadio largo, toeletta in mogano, sedia, radiatore elettrico Prometheus, lampada orientabile argentata e, nella maggior parte dei casi, anche un ventilatore elettrico portatile.

Le cabine A3 e A4 erano più grandi e potevano ospitare tre persone. Avevano un letto in ottone di circa 80 cm, un secondo letto largo poco più di un metro e 20 cm e una cuccetta a castello in mogano. Vi si trovavano inoltre una toeletta, un ampio mobile lavabo doppio, armadi, un divano in mogano rivestito in velluto cremisi, un tavolo ovale e una sedia.

Le cabine dalla A5 alla A33 erano classificate come singole, ma potevano accogliere un secondo passeggero grazie a un divano-letto in mogano rivestito in arazzo blu a motivi.

Le cabine A34 e A35 erano dotate di due letti in ottone larghi circa 80 cm, una cuccetta a castello, toeletta, sedia, mobile lavabo doppio, due armadi, stufa elettrica e lampada orientabile.

Le cabine di prua con finestra avevano tende di pizzo, schermi in vetro colorato e persiane in legno. Quelle interne, prive di finestra, ricevevano luce e aria dal Ponte Lance attraverso lucernari con vetro prismatico. Queste cabine non avevano bagno o toilette privata, tranne due cabine a tre letti ricavate nell’ingresso poppiero di Prima Classe.

In questa sezione del ponte si trovavano anche lavatoi separati per uomini e donne, con bagni pubblici situati in prossimità. Erano inoltre presenti una dispensa, una stanza di servizio e una cabina per due hostess. Il lavabo uomini comprendeva tre cabine WC, un doppio orinatoio, tre lavandini, due specchi ovali in mogano, mensole e un armadio smaltato. Il lavabo donne era simile, ma senza orinatoi.

Ingresso prodiero di Prima Classe

Tra gli ambienti più celebri della nave vi era il grande scalone prodiero di Prima Classe, situato tra il fumaiolo n. 1 e il fumaiolo n. 2. Scendeva dal Ponte A fino al Ponte F per circa 17 metri. Il collegamento fra Ponte Lance e Ponte A avveniva tramite sei gradini fino al pianerottolo intermedio e poi altri undici gradini fino al Ponte A.

La scala era larga circa 6 metri. Ai piedi della scala, sul pianerottolo del ponte A si trovava un piedistallo rettangolare in quercia con un cherubino in bronzo che reggeva una torcia. Lo stile della scala richiamava l’epoca di Guglielmo e Maria, ma reinterpretata con una balaustra più leggera, in ferro battuto decorativo con dettagli bronzei. Gli accessi dall’esterno del Ponte Lance e del Ponte A erano posti su entrambi i lati della nave, con porte lignee munite di oblò.  Prima di entrare nell’atrio si attraversavano vestiboli semi vetrati lunghi pensati per schermare il vento. L’atrio del Ponte A era illuminato da dieci finestre ad arco ed era arredato con sei divani e sei poltrone in tessuto blu decorato. Le paratie esterne ospitavano sei radiatori elettrici Bastian. Le sale dello scalone erano rivestite in quercia con alcuni raffinati intagli ornamentali. Il pavimento era in piastrelle di linoleum con motivo geometrico bianco e nero, con bordure nere lungo il perimetro e presso il parapetto della scala. Colonne decorative e travi ornamentali dipinte di bianco completavano l’insieme. L’illuminazione era affidata a plafoniere circolari in metallo dorato con coppe di vetro sfaccettato del diametro di circa 28 cm. Sulla paratia poppiera, di fronte al pianerottolo principale, si trovava un pannello intagliato con un orologio e lettere in ottone che indicavano il ponte. Sul pianerottolo intermedio tra il Ponte Lance e il Ponte A vi era un pannello ancora più elaborato, alto circa 4 metri, con un orologio del sistema Magneta affiancato da figure allegoriche di Onore e Gloria.

Diversi passeggeri ricordarono che nell’atrio del Ponte A veniva esposta una carta dell’Atlantico con il progresso giornaliero della nave. A poppa del blocco prodiero di cabine si trovava il gruppo dei tre ascensori di Prima Classe, disposti fianco a fianco davanti allo scalone. I vestiboli degli ascensori avevano pannelli di quercia con dettagli neoclassici georgiani; sopra ogni cabina si trovava un frontone, arcuato al centro e triangolare sui lati.

Dall’ingresso prodiero partiva anche un corridoio rivestito in quercia lungo il lato di dritta del fumaiolo n. 2, che conduceva verso il Salone passando davanti alla Sala di Lettura e Scrittura. Era decorato con pilastri scanalati, luci a soffitto e una porta girevole.

Sala di Lettura e Scrittura di Prima Classe

La Sala di Lettura e Scrittura si trovava quasi interamente sul lato sinistro della nave, a poppa del fumaiolo n. 2, e si prolungava in avanti per circa 5 metri lungo il suo rivestimento. Era arredata in stile tardo georgiano e pensata soprattutto per un uso femminile.

Era un ambiente alto e luminoso, che si sviluppava fino al Ponte Lance. Le grandi finestre lasciavano entrare molta luce naturale; sul lato sinistro si apriva un grande finestra ad arco anche se sul Titanic la vista non era completamente libera a causa delle schermature vetrate della promenade.

Le pareti erano smaltate in bianco con modanature decorative a conchiglie, foglie e motivi floreali; anche il soffitto era bianco, con ornamenti a nastri. La moquette era di tonalità rosa antico e le finestre erano ornate da drappeggi. Sedie e poltrone avevano rivestimenti floreali su fondo dorato. L’arredo comprendeva 36 sedie e poltrone, 5 divani, 3 tavoli ovali, 3 quadrati e 4 tavoli da scrittura bifacciali con lampade e porta cancelleria. Erano presenti anche porta piante in mogano e poggiapiedi imbottiti.

Al centro della parete di fondo si trovava un caminetto con mensola dipinta e intagliata. La grata, predisposta per riscaldamento elettrico, simulava un fuoco a carbone. Il rivestimento del focolare comprendeva marmo di Siena, piastrelle e una cornice in ottone traforato. Sopra il camino era montato uno specchio ovale con cornice dorata in stile Adam, e sulla mensola era collocato un orologio collegato al sistema Magneta.

Salone di Prima Classe

A poppa della Sala di Lettura e Scrittura si trovava il Salone di Prima Classe, uno degli ambienti più eleganti della nave. Era decorato in stile Luigi XV, con ispirazioni direttamente tratte da Versailles. Le pareti erano interamente rivestite in quercia inglese, con boiseries finemente scolpite; moquette e tappezzerie erano dominate da tonalità verdi e dorate.

Sul lato prodiero si trovava un caminetto elettrico; contro il rivestimento del fumaiolo n. 3, sul lato poppiero, era collocata una grande libreria concava in mogano larga circa 5,5 metri, con cinque ante vetrate. Alla sua destra vi era un orologio da parete in stile Luigi XV, alla sinistra un indicatore della data coordinato.

La sala presentava dieci tramezzi con pannelli in vetro sagomato, che formavano delle nicchie. Il soffitto, dipinto di bianco con decorazioni dorate a strumenti musicali e volute, ospitava una grande rientranza ovale centrale con un importante lampadario in stile ormolo, pannelli di vetro inciso e una corona di sedici luci. Le griglie di ventilazione erano nascoste all’interno della struttura. Le pareti ospitavano 55 appliques elettriche a tre luci in stile Luigi XV.

Il camino prodiero aveva mensola in marmo grigio scolpito, con una grata decorativa in ottone e riscaldamento elettrico. L’arredo comprendeva 78 sedie e poltrone, 15 divani e canapé, 4 tavoli ovali, 13 rettangolari e 8 quadrati, distribuiti in gruppi per conversazione, tè o carte. Davanti a ciascuna campata di finestra erano collocati 4 tavoli da scrittura bifacciali con lampade. Grandi cuscini verdi aggiungevano ulteriore comodità.

Il Salone era aperto dalle 8.00 alle 23.30 ed era destinato sia alle signore sia ai gentiluomini. Vi si servivano tè pomeridiano e caffè dopo cena, ma non pasti completi. I libri si prendevano in prestito rivolgendosi allo steward addetto. Una cassetta per la posta era collocata presso le porte principali sul lato di dritta. A poppa del Salone, sul lato di dritta del fumaiolo n. 3, si trovavano il bar del Salone e, dietro di esso, la dispensa del Salone e del ponte. Sul lato sinistro, un lungo corridoio decorato nello stesso stile conduceva all’ingresso poppiero di Prima Classe ed era anch’esso interrotto da una porta girevole.

Ingresso poppiero di Prima Classe

L’ingresso poppiero di Prima Classe e il relativo scalone riprendevano il disegno di quello prodiero, ma in scala più piccola e senza il vestibolo degli ascensori. L’apparato ornamentale era meno ricco e il pannello centrale non aveva l’orologio. L’atrio era accessibile dalla passeggiata esterna su entrambi i lati. Sulla paratia di fronte alla scala era montato un pannello intagliato con lettere in ottone che indicavano il ponte. Questo ingresso aveva una particolarità importante: nelle due estremità prodiere erano collocate due cabine, A36 e A37, entrambe dotate di bagno e toilette privata. Si trattava di un’aggiunta tardiva al Titanic. Furono occupate rispettivamente da Thomas Andrews e Frank Browne; quest’ultimo sbarcò a Queenstown e lasciò preziose fotografie della nave. Queste due cabine erano più raffinate di quelle standard del Ponte A.  Nella parte poppiera dell’atrio si aprivano due accessi alla Sala Fumatori di Prima Classe, uno per lato del rivestimento della turbina. Accanto a queste porte vi erano grandi finestre, probabilmente in vetro colorato, condivise con la Sala Fumatori.

Sala Fumatori di Prima Classe

La Sala Fumatori di Prima Classe era riservata esclusivamente agli uomini e richiamava deliberatamente l’atmosfera dei club privati di lusso di Londra e New York. Legni scuri intagliati, vetrate colorate, applique dorate, nicchie appartate e un vero camino a carbone contribuivano a creare un ambiente particolarmente raffinato.

Il pavimento era in linoleum con motivi rossi e blu. Il mobilio era rivestito in pelle lavorata, probabilmente verde o bordeaux. Le pannellature in mogano erano riccamente scolpite con motivi floreali e volute; lo stile generale derivava dal primo georgiano inglese, reinterpretato sul Titanic con inserti in madreperla.

La sala aveva quattro finestre ad arco con vetrate piombate e colorate raffiguranti scene nautiche e campestri. Il soffitto si elevava sopra il livello del Ponte Lance e nella parte rialzata erano presenti finestre a cleristorio in vetro colorato. Anche i pannelli attorno al rivestimento del fumaiolo erano decorati con vetri colorati retroilluminati. Al centro della parete poppiera si trovava il camino a carbone, con mensola in marmo venato scolpito e un dipinto intitolato “In avvicinamento al porto di Plymouth” del pittore inglese Norman Wilkinson. Ai lati del camino vi erano due lunghi divani curvi in pelle, con struttura in mogano. Accanto al focolare trovavano posto due contenitori per il carbone con frontale ribaltabile.

L’arredo comprendeva 22 tavoli di varie forme, 4 tavoli da scrittura con lampade, 2 tavolini di servizio piccoli, 1 grande, 74 sedie e poltrone in quattro modelli e 12 divani e canapé in due modelli, oltre ai due grandi divani curvi del camino. In un angolo era collocato un mobile in mogano con vassoi scorrevoli, armadietti ed espositore vetrato.

Nella parte prodiera della sala era situato un lavabo per uomini, l’unico servizio in questa sezione poppiera del ponte. Comprendeva un orinatoio, un WC, tre lavabi, una toeletta in e tre armadietti con specchiere.

Dietro la Sala Fumatori si trovava un bar con piccola dispensa, condiviso con i Café Veranda e le Palm Courts. Qui si preparavano bevande e rinfreschi; l’ambiente era attrezzato con frigoriferi, lavello e una cassaforte Milner a due cassetti, necessaria anche per custodire sigari, sigarette e tabacco di pregio. La sala apriva alle 8.00 e le luci venivano spente a mezzanotte. I passeggeri erano invitati a non praticare gioco d’azzardo ad alte puntate e a diffidare dei giocatori professionisti.

Café Veranda e Palm Courts

Subito dietro la Sala Fumatori, su entrambi i lati della nave, si trovavano i Veranda Cafè e Palm Courts, dove venivano serviti rinfreschi leggeri. Erano ambienti chiari e ariosi, con arredamento in canna e decorazione a graticcio, concepiti per evocare un gazebo di giardino. Le grandi finestre e le ampie porte scorrevoli poppiere permettevano di godere della vista del mare e, con il bel tempo, aumentavano la sensazione di trovarsi quasi all’aperto. Il café sul lato sinistro era la zona fumatori ed era spesso affollato sull’Olympic; quello sul lato di dritta era non fumatori e sul Titanic venne ricordato come particolarmente adatto a madri e bambini. Il decoro a traliccio era ispirato allo stile Luigi XVI. Pannelli verdi sostenevano piante rampicanti ed edera, mentre altre piante, soprattutto palme, erano collocate in vasi di rame traforato. L’illuminazione era fornita da applique in ottone a tre luci e da lampade pendenti. I radiatori elettrici erano sei nel locale di sinistra e sette in quello di dritta. Il pavimento era rivestito con grandi piastrelle a scacchiera bianca e nera disposte in diagonale.

L’arredo comprendeva, per ciascun lato, 2 divani, 21 sedie, 3 poltrone  e 5 tavoli, di cui due rettangolari e tre quadrati. La disposizione esatta non è del tutto certa, poiché quasi tutte le fotografie disponibili sono dell’Olympic. Fra i due Veranda, al centro, si trovavano il vano scala e il vano ascensore della Seconda Classe, anche se dal Ponte A non vi si accedeva direttamente. All’estremità centrale della sovrastruttura, tra i due café e sporgente più a poppa, era collocato un locale ventilazione; ai lati si trovavano armadietti da ponte per riporre attrezzature da gioco e altri oggetti.

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