Aggiornamento del 03/09/2026 - Aggiunte due nuove testimonianze "Charlotte Collyer e Daisy Minahan"

CuriosiTanic

di Riccardo Rosi

Nazionalità a Bordo

Nazionalità a Bordo del Titanic
Passeggeri & Equipaggio

Le Nazionalità a Bordo del Titanic

Un mosaico di oltre 30 nazioni accomunate dal sogno di un nuovo mondo. Il viaggio inaugurale del più grande transatlantico del mondo riunì persone da ogni angolo d'Europa, dal Medio Oriente e dalle Americhe.

2.208
Persone a bordo
~30
Nazionalità
712
Sopravvissuti
1.496
Vittime
Nota storica: Nel 1912 i confini politici erano molto diversi da quelli odierni. L'Irlanda era parte del Regno Unito, la Croazia e la Bosnia appartenevano all'Impero Austro-Ungarico, il Libano e la Palestina erano province dell'Impero Ottomano registrate come "Siria". Le nazionalità qui riportate riflettono le registrazioni originali dell'epoca, basate sulla ricerca di Hermann Söldner e i dati dell'Encyclopedia Titanica.

Il Ristorante à la Carte, situato sul Ponte B, era gestito dall'imprenditore italiano Luigi Gatti (Montalto Pavese, 1875–1912), che dirigeva una squadra di 68 persone composta prevalentemente da italiani e francesi, con lo chef Pierre Rousseau a capo delle cucine. Il personale del ristorante non era dipendente della White Star Line, ma assunto direttamente da Gatti, e per questo motivo non era formalmente considerato né passeggero né equipaggio — una condizione che contribuì tragicamente alla loro sorte nella notte del naufragio.

Distribuzione per Nazionalità

I grafici mostrano la ripartizione delle nazionalità tra passeggeri ed equipaggio

Passeggeri per Nazionalità
Distribuzione delle 27 nazionalità tra i 1.317 passeggeri
Equipaggio per Nazionalità
Distribuzione tra gli ~891 membri dell'equipaggio
Tasso di Sopravvivenza per Nazionalità
Solo passeggeri — Percentuale per le nazionalità con almeno 5 persone
Sopravvissuti e Vittime per Nazionalità
Solo passeggeri — Numeri assoluti per le principali nazionalità

Porti di Imbarco

Le tre tappe del Titanic prima della traversata atlantica

Southampton
Inghilterra
920
passeggeri imbarcati
Punto di partenza principale. Imbarcarono la maggioranza dei britannici, degli americani e quasi tutti gli scandinavi. Qui salì anche l'intero equipaggio.
Cherbourg
Francia
274
passeggeri imbarcati
Porto per i passeggeri continentali. Qui salirono quasi tutti i siriano-libanesi, gli armeni e molti passeggeri di Prima Classe francesi e americani.
Queenstown
Irlanda (oggi Cobh)
123
passeggeri imbarcati
Ultima tappa prima dell'Atlantico. Quasi esclusivamente irlandesi di Terza Classe, emigranti diretti verso una nuova vita in America.

Schede per Nazionalità

Ogni scheda mostra il dettaglio con sopravvissuti, vittime e tasso di sopravvivenza. Usa i filtri per esplorare passeggeri e/o equipaggio.

🇮🇹 Focus

Gli Italiani sul Titanic

Tra passeggeri ed equipaggio, la presenza italiana a bordo del Titanic fu significativa e profondamente legata al mondo della ristorazione d'élite.
Dalle liste consultabili risultano a bordo 45 passeggeri italiani; tuttavia, alcuni di essi, pur essendo indicati come tali, erano in realtà nati all’estero (in particolare in Inghilterra) da un solo genitore italiano, oppure possedevano altra nazionalità.
Inoltre, un membro dell’equipaggio, E. Di Napoli, pur registrato, non si imbarcò. Alla luce di queste precisazioni, il numero effettivo di italiani presenti a bordo si riduce a 42, di cui 10 passeggeri.
Tra i casi particolari si segnala la passeggera Nella Goldenberg, di prima classe, nata a Firenze da madre italiana e padre americano. Analogamente, il passeggero Victor Giglio risulta essere nato a Liverpool da padre italiano e madre egiziana.

42
Italiani totali
10
Passeggeri
32
Equipaggio
38
Vittime italiane

Luigi Gatti e il Ristorante à la Carte

Gaspare Antonio Pietro "Luigi" Gatti, nato a Montalto Pavese nel 1875, emigrò giovanissimo in Inghilterra dove costruì una brillante carriera nella ristorazione londinese, gestendo il Gatti's Adelphi e il Gatti's Strand. La sua reputazione gli valse l'incarico dalla White Star Line di dirigere il Ristorante à la Carte (detto anche "Ritz") prima sull'Olympic e poi sul Titanic.

Il ristorante, situato sul Ponte B, era riservato esclusivamente ai passeggeri di Prima Classe disposti a pagare un supplemento. Gatti godeva di piena autonomia: sceglieva il menu, assumeva il personale e gestiva l'amministrazione in modo indipendente dalla White Star Line. Con sé aveva 68 dipendenti — cuochi, camerieri, sommelier, pasticcieri, un maître d'hôtel, un barman e persino dei fattorini.

Luigi Gatti perì nel naufragio. Il suo corpo fu recuperato dalla nave Minia (corpo n° 313) e sepolto nel Fairview Lawn Cemetery di Halifax, Nuova Scozia.

Il Personale del Ristorante

Lo staff del ristorante era una vera "brigata internazionale", composta in prevalenza da italiani e francesi. Non essendo dipendenti della White Star Line, il personale occupava una posizione ambigua: né passeggeri né equipaggio formale.

🇮🇹 Italia26
🇫🇷 Francia17
🇬🇧 Inghilterra6
🇨🇭 Svizzera6
🇧🇪 Belgio1
🇳🇱 Olanda1
🇪🇸 Spagna1

Delle 68 persone dello staff, solo 3 sopravvissero: le due cassiere Miss Bowker e Miss Martin, e il segretario dello chef Paul Maugé, che riuscì a saltare nella scialuppa n° 5. Nessuno dei 26 italiani sopravvisse.

Il Destino degli Italiani nella Notte del Naufragio

Secondo la testimonianza di Paul Maugé all'inchiesta britannica, circa 60 membri dello staff del ristorante tentarono di raggiungere il ponte della Seconda Classe, ma il passaggio fu bloccato da due o tre steward posizionati su ciascun lato. Non furono rinchiusi a chiave — come talvolta si legge — ma fu impedito loro fisicamente di salire. Non essendo formalmente parte dell'equipaggio, il personale del ristorante si trovava in una zona grigia che ne limitava le possibilità di evacuazione. La circostanza esatta resta tuttavia oggetto di incertezza storica: Maugé fu l'unico testimone dello staff a sopravvivere.

I corpi di diversi membri italiani dello staff furono recuperati dalla nave cablografica Mackay-Bennett e sepolti ad Halifax. A Southampton, dove esisteva una forte comunità italiana nella zona di Queens Terrace, il lutto fu profondo. Nella chiesa di St. Joseph in Bugle Street è ancora conservata una targa commemorativa in ottone dedicata al personale del ristorante.

Un episodio emblematico del clima dell'epoca: durante le udienze del Senato americano, il Quinto Ufficiale Harold Lowe testimoniò di aver sparato colpi di pistola per impedire a degli "Italian immigrants" di saltare nella sua scialuppa, e usò più volte il termine "Italian" come sinonimo di codardo o persona inaffidabile. All'epoca, il termine "italiano" veniva impiegato in modo dispregiativo e indiscriminato per indicare chiunque avesse carnagione e aspetto mediterraneo, indipendentemente dalla reale nazionalità — un uso che colpiva indistintamente siriani, greci, armeni e altri passeggeri di Terza Classe. L'ambasciatore italiano a Washington denunciò pubblicamente le dichiarazioni di Lowe, che il 30 aprile 1912 fu costretto a rilasciare una ritrattazione formale davanti a Guido di Vincenzo, consigliere legale dell'ambasciata, sostituendo la parola "Italian" con "immigrants belonging to Latin races" e ammettendo di aver giudicato quei passeggeri solo "dalla loro apparenza generale e carnagione".

Approfondimenti

🇧🇬
Il dramma bulgaro
I 33 passeggeri bulgari, tutti in Terza Classe, rappresentano il caso più tragico: nessuno di loro sopravvisse. Un tasso di mortalità del 100% che non ha eguali tra le altre nazioni a bordo.
🇯🇵
L'unico giapponese
Masabumi Hosono, funzionario del Ministero dei Trasporti giapponese, era l'unico passeggero del suo paese. Sopravvisse salendo sulla scialuppa 10, ma in patria fu criticato per non essere andato a fondo con la nave.
🇨🇳
I sei cinesi sopravvissuti
Degli 8 passeggeri cinesi in Terza Classe, 6 sopravvissero — un tasso del 75%, tra i più alti. Due di loro furono trovati aggrappati a rottami e recuperati dalla scialuppa 14.
🇪🇸
La fortuna degli spagnoli
Con 6 sopravvissuti su 7 (85,7%), gli spagnoli detengono il tasso più alto tra le nazionalità con più di 5 passeggeri. La maggior parte viaggiava in Prima e Seconda Classe.
🇱🇧
I "siriani" del Libano
Gli 81 passeggeri registrati come "siriani" erano in prevalenza cristiani libanesi in fuga dal dominio ottomano. Imbarcati a Cherbourg, viaggiavano tutti in Terza Classe verso le comunità della diaspora.
🇸🇪
Il contingente scandinavo
Con 113 svedesi, 59 finlandesi, 26 norvegesi e 10 danesi, gli scandinavi formavano il blocco più numeroso (208 persone). La White Star pubblicizzava attivamente i suoi servizi in Scandinavia.

Contesto Storico

Come leggere le nazionalità nel contesto geopolitico del 1912

Confini e Imperi nel 1912

Austria: includeva croati, sloveni, bosniaci dell'Impero Austro-Ungarico
Siria: comprendeva Libano, Palestina e parti della Siria ottomana
Russia: includeva lettoni, lituani, polacchi e altri dell'Impero Russo
Turchia: sudditi ottomani, inclusi armeni, greci anatolici e curdi
Gran Bretagna: i registri spesso classificavano gli irlandesi come "britannici"
Finlandia: Granducato autonomo dell'Impero Russo, registrati separatamente
Australia: Dominion britannico, spesso contati come britannici
Germania: l'Impero Tedesco includeva Prussia, Baviera e altri stati

Fonti: Dati basati sulle ricerche di Hermann Söldner (RMS Titanic: Passenger and Crew List) e dell’Encyclopedia Titanica.

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